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Compitalia
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mwbaCompitalia (dal mwbqlatino mwbgLudi Compitalicii o mwbwLudi Compitali) era una mwcafestività tradizionale della mwcqreligione romana, celebrata una volta all'anno in onore dei mwcgmwcwLares Compitales (i Lari degli incroci), mwdadivinità protettrici della famiglia e degli incroci stradali, ai quali venivano elevati dei tempietti laddove si andavano a incrociare delle strade. cite-ref-1[1]
Contents
• Origini
• Note
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Origini
La parola deriva dal latino mwgqcompitum ovvero "bivio" o "crocicchio", ed era utilizzata per indicare il tempietto posto agli incroci.cite-ref-2[2] Questa festività è di derivazione precedente a quella della civiltà romana. Alcuni scritti la riportano come istituita da mwhgTarquinio Prisco a seguito di un miracolo che avvenne il giorno della nascita di mwhwServio Tullio, che lo fece passare per il figlio di un Lare Familiaris, o di una divinità alla guardia della famiglia.
mwiqDionigi di Alicarnasso attribuisce l'origine della festività a Servio Tullio e descrive come essa veniva celebrata al suo tempo. Riferisce che i mwigsacrifici consistevano in dolci di mwiwmiele che venivano offerti in ogni casa e che le persone che partecipavano allo svolgimento del rito non erano uomini liberi ma mwjaschiavi, perché i mwjqLari avevano piacere nell'essere serviti da loro. Viene spiegato che il Compitalia veniva celebrato alcuni giorni dopo i mwjgSaturnali con grande splendore e che gli schiavi in questa occasione erano liberi da qualunque impegno verso i loro padroni.
Le celebrazioni
Durante la celebrazione della festività ogni famiglia appendeva al portone della propria casa, una statuetta della dea mwkqMania. Si appendevano inoltre sui portoni altre figure fabbricate con la lana rappresentanti uomini e donne, accompagnate da richieste e protezioni ai Lari. Per quanto riguarda gli schiavi, anziché figure di uomini, appendevano sfere o i panni morbidi di lana.
Da mwkwAmbrogio Teodosio Macrobio apprendiamo invece che le celebrazioni delle Compitalia secondo una sua ricostruzione sarebbero state ristabilite da mwlaTarquinio il Superbo, in seguito al responso di un mwlqoracolo che gli chiese in cambio della pace e della prosperità una testa per salvare una testa, così ordinò che si sarebbero dovuti sacrificare dei bambini a Mania, madre dei Lari. Ma mwlgLucio Giunio Bruto, dopo l'espulsione dei mwlwTarquini, sostituì le teste di bambino con quelle di aglio e dei papaveri, così soddisfacendo l'oracolo che avevano richiesto soltanto delle teste, in latino "capita", non specificando di che tipo.
Le figure che presiedevano la festività erano i mwmqMagistri vici, che in quell'occasione indossavano la mwmgmwmwtoga praetexta. Durante il periodo repubblicano alla festività furono aggiunti dei giochi pubblici, che tuttavia furono soppressi per ordine del mwnasenato nel mwnq68 a.C.; per questo furono fra le spese recriminate da mwngMarco Tullio Cicerone a Lucius Piso, che li aveva concessi durante il proprio mwnwConsolato, nel mwoa58 a.C. Tuttavia fu specificato da Cicerone che i precetti che imponevano la festività dovevano essere osservati nonostante l'abolizione dei giochi.
Durante le mwogguerre civili la festività cadde in disuso e venne ristabilita dall'imperatore mwowAugusto. Poiché Augusto ora era il mwpapater patriae, ai due mwpqLares Compitales si aggiunse il mwpgGenius Augusti, divinità protettrice del popolo: mwpwQuinto Orazio Flacco ci dice che Augusto lo affiancò ai Lari dove due o più strade si incrociavano (mwqaet Laribus tuum miscet numen, Carm. 5.4.39), inoltre fece istituire i mwqqMagistri Vicorum in sostituzione del collegio sacerdotale che precedentemente ne attendeva il culto, nel numero di quattro per ognuno dei 256 mwqgvici in cui era stata suddivisa l'Urbe.
La festa delle Compitalia faceva parte delle mwraferiae conceptivae (feste mobili), cioè delle festività ufficiali che venivano indicate annualmente dai magistrati o dai sacerdoti. Il giorno esatto di questa festività veniva dunque celebrato in date differenti, benché avesse sempre luogo durante l'inverno, almeno nel periodo di Varrone, come osservato da mwrgIsaac Casaubon.
Dionigi di Alicarnasso riferisce che veniva celebrato pochi giorni dopo i Saturnali e Cicerone ci dice che cadeva sulle mwsacalende di mwsqgennaio, ma in una delle sue lettere a mwsgTito Pomponio Attico parla di questa festività che andava a collocarsi quattro giorni prima delle mwswNonae di gennaio (il che lo farebbe collocare al mwta2 gennaio).
Le parole esatte, con cui la festività veniva annunciata ci sono state riportate grazie a mwtgMacrobio e a mwtwAulo Gellio (mwua“Die noni populo romano quiritibus compitalia erunt").
Note
cite-note-11. ↑ mwvw(mwwamwwqEN) mwwgmwwwCompitalia, su mwxapenelope.uchicago.edu. mwxqURL consultato l'11 novembre 2024.
cite-note-22. ↑ mwyqmwygmwywCompitalia, su mwzatreccani.it. mwzqURL consultato l'11 novembre 2024.
Bibliografia